La bellezza violata

la bellezza violata

“La bellezza salverà il mondo” diceva un idiota. Forse lo era davvero, un idiota! Ma non si può giudicare un idiota che lo è solo perché è ingenuo, sognatore e amante di tutta la vita: un’anima che tenta invano di trasformare in bellezza lo squallore dell’umanità .

Già, lo squallore che prende il posto della bellezza spesso e volentieri, e che viene percepito come scappatoia al senso di colpa per non essere stati in grado di meritarsi un dono così grande da rendere confusi, spaventati e vigliacchi.

Forse il mondo si divide non tanto in buoni e cattivi, ma in idioti e vigliacchi.

Gli idioti perdono e i vigliacchi vincono?

A questa domanda non c’è una vera risposta perché l’unica cosa tangibile è che gli idioti creano bellezza, e credono nella bellezza come unica fonte d’energia universale della vita.

E i vigliacchi?

Loro creano squallore, pur non riuscendo a mistificare la bellezza. Lo fanno per paura: perché la bellezza, quella vera, è troppo grande, e trasformarla in squallore è il solo modo per giustificare la pusillanimità dell’anima.

 

Annunci

L’amore è bestia, l’amore è poeta

maschera

Dentro l’amore, la bestia e il poeta si muovono ogni giorno, e vanno a spasso per il muscolo cardiaco come se nulla fosse.

La bestialità convive con l’umanità.

La ferocia gioca a scacchi con la dolcezza. A volte vince, a volte perde, dipende sempre dalla concentrazione e dal bisogno del momento.

Mentre il poeta osserva e sorride: non può non scriverne e non può rimanere muto al richiamo dell’amore. Anche se la bestia divora, anche se la bestia distrugge, anche se poi scompare.

Entrambi sono maschere essenziali, modellate su visi di creta.

Così, taluni preferiscono scegliere da che parte stare. Soprattutto scelgono quale maschera indossare, pensando che questo sia l’unico modo per padroneggiare la bestia, e pure il poeta.

Ma le maschere, si sa, hanno una peculiarità: strappate dalla creta a forza, staccano sempre un pezzo di materia, lasciando dentro gli occhi solo briciole di vanità.

 

 

Un grande difetto

la guerriera leale.jpg

Tra tanti difetti, modificabili/perdonabili/accettabili, ne ho uno in particolare: sono leale nei riguardi di ciò in cui credo. Un impegno bello e buono perché se guardi i miei occhi bene puoi vederci dentro l’oggetto della mia lealtà.

Ma nessuno è perfetto, ed io ho accettato solo oggi l’imperfezione. Ed è proprio questa mia imperfezione che mi rende me: a qualsiasi costo!

A molti non è chiaro cosa significhi lealtà. Molti altri danno una loro libera interpretazione, come me del resto.

Provo a spiegare allora la mia interpretazione coi versi del cuore:

Si ddo to sancu ni vulissi fari sacrificiu,

M’abbastassi lavarimi a cuscienza

Cu nu sputu di vilenu.

Ma ju, ca sugnu onesta, comi cu mia e macari cu tia, 

M’accuntentu a starimi muta

Agghiuttennumi sulu u sancu ca m’attocca.

Traduzione dal siciliano all’italiano:

Se del tuo sangue volessi farne un sacrificio, 

Mi basterebbe lavarmi la coscienza

Con uno sputo di veleno.

Ma io, che sono onesta, come con me anche con te,

Preferisco stare zitta

Mandando giù solo il dolore che mi compete.