L’odore

Anna cammina per la città grassa: ha un nodo nello stomaco, le mani che sudano e un sorriso incerto sulle labbra.

“Cosa accadrà adesso?” si domanda pensando all’odore che sta rincorrendo già da qualche giorno, e che sente adesso più vicino.

“Avrei dovuto ascoltare il capo reparto: in fondo ciò che ha detto sul buco è molto vero!”.

Anna percorre la via dei portici senza fretta. Un clochard le chiede qualche spiccio per mangiare. Lei si ferma, lo osserva con tristezza, infila la mano destra nella tasca del cappotto, e gli porge una moneta da un euro. Lui la saluta con un “Dio ti benedica”, e lei contraccambia con un sorriso. Riprende quindi a camminare, stavolta con passo veloce perché d’un tratto la fretta irrompe nei suoi muscoli.

“Crederò solo a ciò che vedo: la realtà non è quello che vogliamo vedere, ma solo quello che vediamo” pensa Anna ad alta voce.

“Sì, signorina, la realtà è solo ciò che vediamo, ma quel che vorremmo vedere è pur sempre una realtà: la nostra e personale realtà!” le risponde un uomo che le cammina a fianco, dopo averla sentita parlare da sola.

“Ma, signore, mi hanno insegnato che quello di cui parla non si chiama realtà, ma sogno!”

L’uomo la guarda, sorride e svolta a destra in una stradina molto buia. Anna rimane sorpresa: forse ha solo immaginato di parlare con qualcuno. Scuote il capo per risvegliarsi da quell’allucinazione, e riprende a camminare.

“L’odore, com’è forte l’odore adesso…” pensa Anna sentendo il cuore uscirle dal petto.

“Ciaooooo…da quanto tempo cammini?”

“Da quando ho cominciato a rincorrere l’odore”

“Adesso l’hai trovato?”

“Già!” risponde Anna.

E sorrise.